Con il Certificato Prevenzione Incendi in regola, il risarcimento è garantito e il premio assicurativo più basso

Sicurezza è un obiettivo di assoluto rilievo in quasi tutte le attività del nostro tempo. Sia nel mondo del lavoro, ma anche nel vivere quotidiano vengono richieste particolari attenzioni e il rispetto delle regole


Il sostantivo “sicurezza” è ormai diventato di uso comune, lo si trova nei vari ambiti che caratterizzano il vivere di tutti i giorni, sia domestico sia nei luoghi di lavoro. Alcuni esempi? La revisione periodica dei veicoli, la custodia accurata e proporzionata al rischio di ciascun dispositivo o materiale pericoloso, sia esso tossico, nocivo, infiammabile o altro, il controllo periodico dei dispositivi antincendio, delle vie di esodo e del piano di evacuazione nei locali a rischio incendio. La sicurezza è un obiettivo di assoluto rilievo in quasi tutte le attività del nostro tempo, sia nel mondo del lavoro ma anche nel vivere quotidiano; quindi, gli hobby, il gioco, lo sport ed anche la vita domestica, richiedono attenzioni particolari e il rispetto delle regole.


LA NORMA
La “norma” è lo strumento giuridico, espresso dal legislatore che, in estrema sintesi, dice come fare affinché, un’ attività umana non comporti livelli di pericolosità che la società non è disposta ad accettare, ovvero che quell’attività mantenga un livello di rischio “accettabile”. La sicurezza sul luogo di lavoro, senza entrare nei tecnicismi, costituisce oggi materia di assoluta importanza, stante le vigenti norme quali il decreto 81/08, che ha sostituito la più conosciuta “626”. Le vigenti norme sono figlie, culturalmente, della accresciuta sensibilità che l’opinione pubblica pone al tema di non rischiare, oltre un limite accettabile, l’incolumità personale per e ettuare ogni attività lavorativa. Quanto sopra si declina, in estrema sintesi, anche con questioni legate all’analisi dei rischi, alla formazione delle persone addette alla sicurezza ivi compreso il primo soccorso sanitario, mettendo a disposizione l’obbligatoria cassetta contenente attrezzature e medicinali, al corretto uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI). Ed ancora con controlli periodici dei dispositivi antincendio, delle vie di fuga del piano di evacuazione ove previsto, degli impianti elettrici, di filtri e prese d’aria negli impianti di aerazione e condizionamento.

SICUREZZA, OBBLIGO MORALE
La nota positiva è costituita dal fatto che la sicurezza non viene più vista come un obbligo costoso e complicato, ma bensì, oltre che un dovere morale come evidenziato in precedenza, come un investimento produttivo finalizzato al miglioramento del processo lavorativo, ovvero l’investimento in sicurezza appare sempre più conveniente. Le risorse impegnate per il contenimento del rischio, andando oltre l’obbligatorietà, risultano produttive per vari motivi, volendo evidenziarne alcuni potremmo parlare di assicurazioni ed immagine. Per quanto riguarda il mondo delle assicurazioni, non risulta peregrino il fatto che le procedure di riscossione di eventuali indennizzi da percepire a seguito di sinistro, sarebbero senza dubbio garantite nel momento in cui si potesse dimostrare prontamente l'esistenza del “rispetto delle regole”; in caso d’incendio, ad esempio ciò si concretizzerebbe facilmente esibendo, ove previsto, il certi cato di prevenzione incendi. Ancora, essendo in possesso del citato documento, si potrebbe intavolare, con ragionevole possibilità di successo, una trattativa per una riduzione del premio assicurativo anche in modo sensibile, forti del fatto che il titolo certificativo attesta il rispetto delle “regole” in materia di prevenzione incendi.


MANCATO RISPETTO DELLA “81”, UN DANNO D’IMMAGINE PER LE AZIENDE
Dal punto di vista dell’immagine, della comunicazione che, ormai, regna sovrana nella nostra società si provi soltanto a immaginare quale sarebbe il danno dal punto di vista comunicativo, quindi in termini di calo di vendite, un incidente in azienda che possa provocare danno ai lavoratori e/o all’ambiente. Si tratterebbe di un problema non certo trascurabile. Una corretta applicazione del decreto 81/08 invece escluderebbe un collegamento diretto tra l’evento anomalo e il danno subito da lavoratori, cittadini e ambiente. In questo caso la perdita economica che "subirebbe" il generico imprenditore risulterebbe decisamente contenuta. Anche il citato ambiente domestico necessita di rispetto delle regole, nelle case dove si trascorre buona parte delle 24 ore, si devono sempre adottare comportamenti di buon senso, evitando di improvvisarsi elettricisti o manutentori, rivolgendosi sempre in caso di necessità alla persona competente, che per esserlo deve avere un preciso inquadramento giuridico. Non secondario, risulta evitare acquisti incauti di apparecchi, elettrodomestici non certi cati dagli appositi enti. Concludendo queste sintetiche ri essioni sul tema della sicurezza, si può a ermare che l’attenzione, il buon senso, quindi il rispetto delle regole, non solo sono indice di civiltà, ma possono essere assolutamente convenienti dal punto di vista economico e, soprattutto, possono preservarci da danni più gravi.

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